Gli Stili di Attaccamento


Il termine base sicura è da attribuirsi a Mary Ainsworth che collaborò con Bowlby ed alla quale si deve il sistema di codifica ideato per classificare i tre pattern base di relazione in bambini di età prescolare ricongiuntisi ai genitori dopo un lungo periodo di degenza in un sanatorio (Bretherton, 1992). Ainsworth distinse un primo gruppo che manifestava sentimenti positivi verso la madre, un secondo che manifestava relazioni marcatamente ambivalenti ed un terzo che intratteneva con la madre relazioni non espressive, indifferenti o ostili. L’approntamento della Strange Situation (Ainsworth e Wittig, 1969, cit. in Bretherton, 1992, p. 22) (un dramma in miniatura di venti minuti ove vengono osservati i comportamenti e le reazioni emotive del bambino in presenza della madre, al momento della separazione da questa ed in compagnia di un estraneo) e le successive osservazioni nell’ambiente domestico rivelarono che i bambini che si erano dimostrati ambivalenti o evitanti nei confronti della madre durante il ricongiungimento nella Strange Situation avevano a casa una relazione con la madre meno armonica di coloro che ricercavano la vicinanza durante il ricongiungimento (Ainsworth et al., 1974, cit. in Bretherton, 1992, p. 23). Da queste osservazioni nacque il famoso sistema di classificazione della Strange Situation che prevedeva inizialmente tre stili di attaccamento: sicuro, insicuro ansioso ambivalente e insicuro evitante.

Lo stile di attaccamento, che un bambino svilupperà dalla sua nascita in poi, dipende in grande misura dal modo in cui i genitori (o altre figure parentali) lo trattano, figure che, nel contesto della teoria, prendono il nome di Figure di Attaccamento. In base a tale interazione si strutturerà uno tra i seguenti tre stili (Bowlby, 1988; Fenelli e Lorenzini, 2001):

  1. sicuro (B): l’individuo ha fiducia nella disponibilità e nel supporto della figura di attaccamento, nel caso si verifichino condizioni avverse o di pericolo. In tal modo, si sente libero di poter esplorare il mondo. Tale stile è promosso da una Figura sensibile ai segnali del bambino, disponibile e pronta a dargli protezione nel momento in cui il bambino lo richiede.

I tratti che maggiormente caratterizzano questo stile sono: sicurezza nell’esplorazione del mondo, convinzione di essere amabile, capacità di sopportare distacchi prolungati, nessun timore di abbandono, fiducia nelle proprie capacità e in quelle degli altri, Sé positivo e affidabile, Altro positivo e affidabile. L’emozione predominante è la gioia;

  1. insicuro evitante (A): questo stile è caratterizzato dalla convinzione dell’individuo che, alla richiesta d’aiuto, non solo non incontrerà la disponibilità della figura di attaccamento, ma addirittura verrà rifiutato da questa. Così facendo, il bambino costruisce le proprie esperienze facendo esclusivo affidamento su se stesso, senza l’amore ed il sostegno degli altri, ricercando l’autosufficienza anche sul piano emotivo, con la possibilità di arrivare a costruire un falso Sé. Questo stile è il risultato di una Figura che respinge costantemente il figlio ogni volta che le si avvicina per la ricerca di conforto o protezione.

I tratti che maggiormente caratterizzano questo stile sono: insicurezza nell’esplorazione del mondo, convinzione di non essere amato, percezione del distacco come “prevedibile”, tendenza all’evitamento della relazione per convinzione del rifiuto, apparente esclusiva fiducia in se stessi e nessuna richiesta di aiuto, Sé positivo e affidabile, Altro negativo e inaffidabile. Le emozioni predominanti sono tristezza e dolore;

  1. insicuro ansioso ambivalente (C): non vi è nell’individuo la certezza che la figura di attaccamento sia disponibile a rispondere ad una richiesta di aiuto. Per questo motivo l’esplorazione del mondo è incerta, esitante, connotata da ansia ed il bambino è incline all’angoscia da separazione. Questo stile è promosso da una Figura che è disponibile in alcune occasioni ma non in altre e da frequenti separazioni, se non addirittura da minacce di abbandono, usate come mezzo coercitivo.

I tratti che maggiormente caratterizzano questo stile sono: insicurezza nell’esplorazione del mondo, convinzione di non essere amabile, incapacità di sopportare distacchi prolungati, ansia di abbandono, sfiducia nelle proprie capacità e fiducia nelle capacità degli altri, Sé negativo e inaffidabile (a causa della sfiducia verso di lui che attribuisce alla figura di attaccamento), Altro positivo e affidabile. L’emozione predominante è la colpa.

Tuttavia, dalle osservazioni della Strange Situation è emerso che alcuni bambini manifestavano comportamenti non riconducibili a nessuno dei tre pattern comportamentali sopra descritti, rivelando così la necessità di aggiungere un quarto stile di attaccamento alla classificazione originaria. Main e Solomon (1986, cit. in Lyons-Ruth e Jacobvitz, 1999) hanno proposto la definizione disorientato/disorganizzato (D) per descrivere le diverse gamme di comportamenti spaventati, strani, disorganizzati o apertamente in conflitto, precedentemente non individuati, manifestati durante la procedura della Strange Situation di Ainsworth. I due autori suggeriscono di considerare disorientati/disorganizzati gli infanti che, ad esempio, appaiono apprensivi, piangono e si buttano sul pavimento o portano le mani alla bocca con le spalle curve in risposta al ritorno dei genitori dopo una breve separazione. Altri bambini disorganizzati, invece, manifestano comportamenti conflittuali, come girare in tondo mentre simultaneamente si avvicinano ai genitori. Altri ancora appaiono disorientati, congelati in tutti i movimenti, mentre assumono espressioni simili alla trance. Sono anche da considerarsi casi di attaccamento disorganizzato quelli in cui i bambini si muovono verso la figura di attaccamento con la testa girata in altra direzione, in modo da evitarne lo sguardo. Liotti (2001) racconta di un caso particolarmente drammatico di disorganizzazione dell’attaccamento in cui una bambina esprimeva due emozioni diverse (rifiuto/disgusto e gioia) nelle due metà del volto durante la riunione alla madre.

Secondo gli autori, ad origine di tali comportamenti vi è una figura di attaccamento spaventata/spaventante, che diviene per il bambino allo stesso tempo fonte di conforto e di allarme, evocando contemporaneamente risposte contraddittorie. A questo punto il bambino sperimenta la tendenza intrinsecamente contraddittoria sia a fuggire che ad avvicinarsi alla figura di attaccamento e ciò lo porta ad un collasso delle strategie comportamentali, manifestando perciò i movimenti e le espressioni fuori luogo, interrotti e/o incompleti, sopra descritti (Lyons-Ruth e Jacobvitz, 1999). La conclusione tratta da Main (Bowlby, 1988, p. 120) è che queste forme comportamentali si manifestino in bambini che presentano una versione disorganizzata di uno dei tre stili tipici, più frequentemente dello stile ansioso ambivalente.

 

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Francesco Albanese

Psicologo, psicoterapeuta, giornalista. Da quasi quindici anni mi occupo di divulgazione on-line e su carta stampata. Sono fondatore responsabile delle riviste Neuroscienze.net e QuanticaMente.net. Da sempre interessato agli aspetti psicologici legati alla dimensione spirituale dell’essere umano, sono alla continua ricerca dei punti di incontro tra scienza e spiritualità.

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