Il futuro è già scritto?


Da http://www.karmanews.it/11943/il-futuro-e-gia-scritto/

Secondo i parametri comuni, il futuro è la conseguenza delle nostre azioni e non è possibile conoscerlo. Ma se, come ci dice la fisica quantistica, il tempo non esiste, tutto avviene contemporaneamente. E, guarda caso, è scritto anche nella Bhagavad Gītā: “Il destino non è qualcosa proiettato nel futuro, ma un insieme di eventi già accaduti”


In ogni istante, siamo liberi di scegliere come affrontare le varie situazioni, se esporci a determinati rischi o se evitarli, se sferrare un pugno o fare una carezza. Possiamo scegliere se attraversare la strada senza guardare se arrivano auto o se attendere il semaforo verdebivio, possiamo scegliere se rubare un portafoglio o se fare una donazione a fini benefici. Insomma, possiamo sempre scegliere, nel bene e nel male. Questo è il concetto di libero arbitrio, ciò che ci restituisce la sensazione di essere appunto liberi di scegliere, di non stare vivendo una vita predeterminata, dove siamo solo spettatori della recita della nostra vita. Ma come la mettiamo rispetto a ciò che ci fanno o non ci fanno gli altri, che dicono o non dicono a noi, abbiamo forse delle responsabilità? Che responsabilità abbiamo se, mentre attraversiamo sulle strisce pedonali, un’auto ci investe? O se, proprio nel momento in cui la nostra vita ci sembra perfetta, perdiamo la nostra compagna o il nostro compagno, o nostro figlio? O se, dopo una vita da salutista esemplare, riceviamo dal medico la notizia di avere una malattia incurabile? Che responsabilità abbiamo su tutto questo?

Scienza e Spiritualità

Secondo le teorie reincarnazioniste, quanto ci capita è solo frutto di nostre scelte, nel bene e nel male. Siamo responsabili di tutto ciò che facciamo e diciamo, di ogni nostra azione. SCI-SPMa siamo responsabili anche di ciò che ci capita, di tutto ciò su cui crediamo di non aver esercitato una azione diretta.
Per dare una risposta a queste domande, dobbiamo innanzitutto fare un inventario degli strumenti che abbiamo a disposizione per rispondere. Da una parte abbiamo la Scienza, col pensiero deterministico che la accompagna; dall’altra c’è la Spiritualità e la necessità di una fede nell’esistenza di qualcosa che trascende il manifesto, affinché di Spiritualità si possa parlare.
A una prima occhiata questi due approcci alla questione sembrano in una condizione di aut-aut, nel senso che o si sta da una parte o dall’altra. La Scienza non va d’accordo con la Spiritualità, essenzialmente perché non è misurabile e non sottostà al principio di causa-effetto; e alla Spiritualità nondomino interessa la Scienza, perché non ha bisogno di essere misurata per affermare la sua esistenza. Quindi, rispetto al motivo per il quale accadono le cose, la Scienza ci dice che ogni accadimento è l’effetto di una causa che lo precede e lo ha prodotto. Ma la stessa causa è contemporaneamente l’effetto di un’altra causa precedente, che a sua volta è l’effetto di un’ulteriore causa, e così via, in una specie di domino causativo che potremmo chiamare catena deterministica di rapporti causa-effetto. In quest’ottica, pensare che qualcosa capiti per caso equivale a ignorarne le cause. E il caso, ben conosciuto e utile alle scienze statistiche, appare come quel fattore, quella “variabile impazzita” che spiega tutto ciò che non riusciamo a decifrare, per le troppe variabili in gioco.
La Spiritualità, invece, ci dice che le cose capitano per volere di Dio, della Provvidenza, o più in generale di un Principio Creatore e Regolatore. Tutto obbedisce a una regola divina, cosmica, che agisce sull’intero universo secondo un ordine a noi sconosciuto, ma soprattutto per un senso. Quindi, sposare una persona piuttosto che un’altra, o non sposarsi affatto, avere figli o non averne, subire un grave incidente invalidante o vincere alla lotteria, sono tutti eventi che non capitano per caso ma secondo una regola ben definita, un ordine, che hanno un senso per la vita della persona. Qui esiste un disegno, un progetto, per ognuno di noi, anche se a noi rimane sconosciuto.

Una nuova fisica

C’è però una branca della Scienza che negli ultimi anni sta suscitando un grande interesse in tutti coloro che sono convinti che le due cose, Scienza e Spiritualità, non siano poi così separate: è la Fisica Quantistica, che si presta molto bene alla funzione di punto d’incontro tra Scienza e Spiritualità, perché è, sì, Scienza, ma allo stesso tempo non sottostà alle leggi deterministiche delle quali la Scienza si è servita fino a non molto tempo fa per descrivere il mondo che abitiamo e l’universo intero…

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Francesco Albanese

Psicologo, psicoterapeuta, giornalista. Da quasi quindici anni mi occupo di divulgazione on-line e su carta stampata. Sono fondatore responsabile delle riviste Neuroscienze.net e QuanticaMente.net.
Da sempre interessato agli aspetti psicologici legati alla dimensione spirituale dell’essere umano, sono alla continua ricerca dei punti di incontro tra scienza e spiritualità.

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