Il futuro può essere cambiato?


Da http://www.karmanews.it/12313/il-futuro-puo-essere-cambiato/

Il nostro futuro è stato scelto da noi stessi nella dimensione atemporale della Coscienza, prima ancora di nascere. Ed è sempre accedendo a quella dimensione che, istante dopo istante, possiamo cambiare il nostro destino.

Quanto ci capita è solo frutto di nostre scelte, nel bene e nel male. Siamo responsabili di tutto ciò che facciamo e diciamo, di ogni nostra azione, lo sappiamo tutti. Ma siamo responsabili anche di ciò che ci capita, di tutto ciò sul quale crediamo di non aver esercitato una azione diretta.

Reincarnarsi per evolvere

Abbiamo scelto la trama della nostra vita ancora prima di nascere e qui, su questa Terra, giorno dopo giorno, istante dopo istante, ne scegliamo l’ordito. In quel periodo senza tempo, e in quel luogo senza spazio, che Whitton e Fisher (1986) chiamano Intervita, abbiamo scelto dove saremmo nati e quando, chi sarebbero stati i nostri genitori, le persone e gli eventi significativi della vita, nel bene e nel male. Perché dopo la morte e prima della rinascita, libera dai vincoli della materia, la nostra Coscienza – o se preferiamo non è azzardato chiamarla anima – ha avuto pieno accesso all’Akasha, al campo quantistico, ne è diventata parte integrante, o meglio ancora, ha recuperato la consapevolezza di esserlo. E in quello stato, da quella condizione privilegiata di accesso all’intero campo informativo, alla conoscenza totale, non è stato difficile scegliere quali eventi avrebbero dovuto segnare la nostra vita, quali prove avremmo dovuto affrontare, al fine di evolvere. Perché l’evoluzione è il solo motivo del ripetersi delle vite. Vita dopo vita, la nostra coscienza individuale, la nostra anima, si lega a un corpo e si ritrova a sperimentare l’esistenza nella materia.
Siamo in un certo senso imprigionati nel ciclico ripetersi delle vite, in quella che nel buddhismo, nell’induismo e nel brahmanesimo, viene chiamata la ruota del Saṃsāra. Ogni vita è un’occasione di crescita, di evoluzione. L’obiettivo è quello di sperimentare, di volta in volta, e di superare, i temi karmici che nell’Intervita ci siamo proposti di affrontare. E siccome il compito non è facile, e i temi karmici rispecchiano la molteplicità delle forme in cui il Principio Creatore (che Teosofi e Gnostici chiamerebbero monade) si esprime nella creazione, una sola esistenza non è sufficiente. Il tempo a disposizione in ogni vita non è molto e la nostra struttura fisica e cognitiva limita la nostra libertà di sperimentare. Così, l’unica possibilità che abbiamo per vivere ogni manifestazione della creazione è quella di cambiare corpo. È questo il significato della reincarnazione.

Scelte per la vita

Quindi, chi è stato a scegliere, tra tutti i futuri possibili, proprio quel futuro? Lo abbiamo scelto noi, assieme a quello che Whitton e Fisher, basandosi sui racconti di coloro che si erano sottoposti a ipnosi regressiva, hanno chiamato Collegio Giudicante. Il Collegio discute assieme all’anima gli episodi importanti della vita trascorsa, mettendo in evidenza i progressi e gli errori compiuti, ma senza condanna. Non ci sono colpe, non ci sono peccati…

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Francesco Albanese

Psicologo, psicoterapeuta, giornalista. Da quasi quindici anni mi occupo di divulgazione on-line e su carta stampata. Sono fondatore responsabile delle riviste Neuroscienze.net e QuanticaMente.net.
Da sempre interessato agli aspetti psicologici legati alla dimensione spirituale dell’essere umano, sono alla continua ricerca dei punti di incontro tra scienza e spiritualità.

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