Non ti Curar di Lor, ma Guarda e Passa


Le Regole d’Oro per Sopravvivere ai Road Ragers

 

La rabbia alla guida, argomento del quale ASAPS si è già occupata in passato [1], è un fenomeno che, sebbene non si manifesti in Italia in maniera particolarmente clamorosa, è ben conosciuto e familiare un po’ a tutti. Il massimo del suo splendore, se così si può dire, si ha negli Stati Uniti, dove la rabbia alla guida, la Road Rage, è oggetto continuo di discussione e di studio da parte di psicologi, sociologi ed organizzazioni governative o parastatali. Ad esempio, la National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) [2], un’organizzazione governativa che si occupa di sicurezza alla guida in tutte le sue sfaccettature, dà particolare risalto all’aspetto della Road Rage, fornendo tra le altre cose le linee guida, quelle che io ho chiamato le regole d’oro, cui attenersi per evitare scontri con un guidatore rabbioso. Le vedremo più avanti. Prima è forse più utile capire di cosa stiamo realmente parlando.

 

Cos’è la rabbia alla guida?

La rabbia alla guida si manifesta con comportamenti aggressivi, durante la guida di un’auto o di altro veicolo, diretti verso gli altri guidatori. Questi comportamenti possono includere: accelerazioni improvvise e inchiodate, tallonare il veicolo che precede, tagliare la strada o impedire il rientro dopo un sorpasso, intimidire abbagliando eccessivamente o suonando insistentemente il clacson, urlare, minacciare e insultare verbalmente o con i gesti, uscire dall’auto per innescare il litigio, colpire l’altro veicolo con pugni e calci o con oggetti.

Non è difficile immaginare che tutto ciò possa portare, più che ad alterchi e dissapori, a vere e proprie liti furibonde e a feroci aggressioni verbali e fisiche, aumentando notevolmente la probabilità del verificarsi d’incidente stradale, con le conseguenze che tutti conosciamo [3]. Sempre che la collisione non sia deliberatamente provocata dal guidatore aggressivo.

 

Chi sono i Road Ragers?

La rabbia è un’emozione esperibile da tutti. Insieme alla gioia, alla tristezza, alla paura, alla sorpresa e al disgusto è una delle emozioni primarie, quelle più profonde, più antiche, ataviche. Sono queste le emozioni che fanno da interfaccia tra noi e il mondo, che ci portano a godere di qualcosa e a ricercare ciò che ci piace e ci fa bene, o che ci mettono in guardia dalle minacce e da queste ci fanno difendere con la fuga o l’attacco. Sono emozioni adattive, come dicono gli studiosi dell’evoluzione, perché facilitano (e in qualche modo limitano) l’adattamento al mondo che ci circonda. È chiaro però che per chi avverte il sistema-traffico come una giungla minacciosa, che si sente un po’ Jena Plissken nel prodromo di 1997: Fuga da New York, la rabbia non può che essere l’emozione più facilmente accessibile, perché ha la necessità di stare costantemente in guardia per dimostrare la propria forza, la propria superiorità. In altre parole, per far capire già da subito chi comanda il branco.

Allora, chi può essere vittima (o forse è meglio dire portatore) di rabbia alla guida [4]?  Chiunque è un potenziale guidatore rabbioso. Anche se fortunatamente non tutti lo sono. Ma alla guida possono arrabbiarsi uomini e donne, giovani e vecchi, ricchi e poveri, persone mentalmente disturbate e perfettamente sane (ma esistono davvero?), persone con e senza problemi di rabbia generalizzata, membri di varie etnie, di culture e religioni diverse. Tanto per dare un po’ di colore, qualche anno fa è stato preso da rabbia alla guida anche l’attore Jack Nicholson che ha sfasciato una mazza da golf sul cofano di un automobilista che gli aveva tagliato la strada.

Alcuni si arrabbiano quasi ogni volta che guidano, mentre altri lo fanno molto raramente. La ricerca mostra che le persone con tendenze aggressive nelle varie situazioni di vita (a casa o al lavoro) hanno maggiori probabilità di mostrare rabbia alla guida. Differenze particolari si hanno in base all’età, dove i giovani sono più inclini a mostrare rabbia alla guida rispetto ai più vecchi; oppure in base al sesso, con gli uomini (storicamente) più rabbiosi delle donne (anche se queste stanno recuperando terreno…).

Lo psicologo Jerry Deffenbacher, dell’Università del Colorado, che da anni studia i comportamenti aggressivi alla guida, ritiene che le differenze che esistono tra le persone nel provare e manifestare rabbia durante la guida dipendano da una soggettiva, diversa disposizione alla rabbia (lui la chiama rabbia di tratto), che viene innescata dal comportamento degli altri automobilisti. Nelle sue ricerche ha trovato che coloro che riportavano livelli più bassi di rabbia di tratto erano molto meno inclini a mostrare rabbia durante la guida, anche se esposti a stress specifici (comportamenti aggressivi di altri guidatori).

 

Che cosa fare di fronte a un Road Rager?

Come abbiamo detto, la rabbia è un’emozione primaria, innata. Come del resto innata è la reazione che si ha di fronte alla rabbia dell’altro, quindi alla sua minaccia. Reazione questa che può prendere esclusivamente una delle due strade: attacco o fuga. Va da sé che il nostro attacco è ciò che il Road Rager vorrebbe più di ogni altra cosa. Tuttavia, raramente sembra essere questa la soluzione consigliabile.

Il già citato NHTSA, sul proprio sito, mette in guardia gli automobilisti dal reagire agli attacchi dei Road Ragers. In realtà questo invito non rappresenta una novità. Se alla rabbia si risponde con la rabbia, non si finisce che alimentare la rabbia dell’aggressore e la reazione si autoalimenta fino al collasso del sistema, vale a dire finché qualcuno non si fa male. Ciò che la rabbia cerca è il conflitto. Se noi non glielo diamo, andrà a scaricarsi da qualche altra parte.

Finisco riportando di seguito in breve (e adattate alle nostre esigenze), le linee guida del NHTSA per fronteggiare un Road Rager [5]:

 

  1. Prima di tutto fai in modo di uscire dalla sua strada.
  2. Riponi il tuo orgoglio sul sedile posteriore, evitando di metterti in competizione.
  3. Indossa la cintura: ti terrà incollato al sedile durante manovre brusche e ti proteggerà in caso d’incidente.
  4. Evita il contatto oculare con lui.
  5. Ignora i suoi gesti ed evita di rispondere.
  6. Denuncia questi episodi alle autorità, fornendo descrizione del veicolo, numero di targa e, se possibile, direzione di marcia.
  7. Se hai un telefono cellulare, chiama i numeri di emergenza 112 o 113.
  8. Se un guidatore aggressivo rimane coinvolto in un incidente stradale davanti a te, fermati a distanza di sicurezza, attendi l’arrivo della polizia e racconta loro dei comportamenti aggressivi di cui sei stato testimone.

 

Otto semplici regole, che possono apparire scontate per la loro fin troppa semplicità, ma che possono aiutarci a evitare inutili scontri e conseguenze spesso tragiche per noi stessi e per gli altri utenti della strada.

 

 

Riferimenti bibliografici

[1] Albanese, F. (2005). “Quanto ti arrabbi quando sei alla guida? L´indagine dell’ASAPS sulla rabbia alla guida”, Il Centauro, anno 11, nr. 94, pag. 10

[2] National Highway Traffic Safety Administration: http://www.nhtsa.gov/

[3] Albanese, F. “Rabbia ed Aggressività come Fattori di Rischio per l´Incidente Stradale”. In F. Taggi e P. Marturano (a cura di), Salute e Sicurezza Stradale: l´Onda Lunga del Trauma. CAFI Ed., Roma.

[4] Arkowitz, Hal, and Scott O. Lilienfeld. “Road Warriors.” Scientific American Mind 20, no. 2 (April 2009): 64-65. Psychology and Behavioral Sciences Collection, EBSCOhost (accessed July 3, 2010).

[5] National Highway Traffic Safety Administration: http://www.nhtsa.gov/people/injury/enforce/aggdrv.html

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foto: falling-down-original.jpg

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Francesco Albanese

Psicologo, psicoterapeuta, giornalista. Da quasi quindici anni mi occupo di divulgazione on-line e su carta stampata. Sono fondatore responsabile delle riviste Neuroscienze.net e QuanticaMente.net. Da sempre interessato agli aspetti psicologici legati alla dimensione spirituale dell’essere umano, sono alla continua ricerca dei punti di incontro tra scienza e spiritualità.

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