Beautiful! Controcorrente – intervista


Il titolo dell’ultimo libro di Francesco Albanese, psicologo, psicoterapeuta, giornalista, inganna. Per chi pensa, come inizialmente ho fatto anch’io, che questo possa essere un manuale d’amore si sbagliaE’ un manuale sull’amore, per l’amore della vita universale. In fondo non è neanche un manuale, bensì un’esplorazione, una ricerca interiore guidata. Francesco Albanese ha condotto una profonda indagine esistenziale, sociale e relazionale, per questo si è servito della psicologia, dell’alchimia, della scienza, per arrivare ad una conclusione vitale. Tutto parte dalla coppia, dal relazionarsi tra noi, per ritrovare noi, la nostra vera essenza, il segreto dell’equilibrio e della serenità.

E’ una lettura non facile sicuramente, ma è una lettura che appassiona e arricchisce, un’opera che attrae e incuriosisce. Parole che forse non cambieranno la nostra vita ma che lasceranno un segno, un dubbio, una riflessione. Sebbene lavita possa cambiare anche con un libro, l’essere umano è un essere testardo e diffidente (fa bene ad esserlo, certe cose bisogna sentirle) è un animale che cambia lentamente, cambia col branco. Francesco Albanese non ha la presunzione di cambiare nulla attraverso questo trattato, ma solo di suggerire, silenziosamente, piccole grandi opinioni, consigli per una vita migliore.

 

1) Francesco Albanese, psicologo, psicoterapeuta, autore del libro “Psicologia e Alchimia della Coppia”. Innanzitutto, questo libro vuol essere una guida, un manuale di istruzioni per la “coppia perfetta”?

No, non proprio. Come spiego nell’Introduzione, “Psicologia e Alchimia della Coppia” non è un libro sull’Alchimia, non è un libro di Psicologia, né tanto meno un libro sulle relazioni di coppia. È piuttosto un libro che affronta il tema della trasformazione, del cambiamento. Parlo di Alchimia come di un antico insegnamento che fornisce le basi sulle quali costruire la propria trasformazione, mentre la Psicologia è utilizzata nel libro per comprendere come spesso venga chiamato Amore ciò che Amore non è. La coppia è lo strumento per eccellenza da utilizzare per la propria personale trasformazione e “la coppia perfetta” è ciò a cui i due partner devono anelare per la trasformazione.

2) Esiste la coppia perfetta? e quale sarebbe la ricetta in poche parole…

Sì, la coppia perfetta esiste, certo, ma non è cosa comune. Per arrivare a questa condizione, è necessario che entrambi i partner si liberino di tutto quell’insieme di condizionamenti (che nel libro ho definito “legione degli Ego”) che ci portano ad agire in maniera automatica. Gli Ego condizionano la nostra mente, i nostri pensieri ed i nostri comportamenti. Pensiamo a cose come la gelosia, il desiderio sessuale, il possesso. Quanto realmente riusciamo a “vedere” il partner quando siamo presi dalla gelosia, o quando il nostro desiderio sessuale è forte? Quanto invece non agiamo per scaricare una nostra tensione interna che niente ha a che fare con l’altro?

3) Nel tuo libro si parla di psicologia e alchimia, una scienza antichissima. L’alchimia oggi è ancora una scienza credibile? ad esempio nel libro parli di un “Nucleo d’oro” che ognuno possiede nel cuore, cosa sarebbe e come metterlo in funzione?

Andrei innanzitutto molto cauto nel definire l’Alchimia una scienza. Chi si ritiene “uno scienziato” potrebbe rimanere contrariato da questa affermazione, controbattendo (a ragione peraltro) che di scienza non si può parlare nel caso dell’Alchimia in quanto non si basa sul metodo sperimentale. Ma il nostro interesse non sta nel dimostrare che l’Alchimia è una scienza. Piuttosto ci interessa capire cosa è e come funziona. Quello che alcuni Alchimisti definiscono (e non uso il presente a caso) “Nucleo d’Oro” è il luogo dove i principi opposti, simboleggiati da Re e Regina, abitano in forma congiunta. Mi rendo conto che questa affermazione può lasciare perplessi i più… Cercherò allora di spiegare la cosa da un punto di vista diverso. Ciò che ognuno di noi fa nella vita di ogni giorno è dividere il mondo in coppie di opposti: bello/brutto, buono/cattivo, giorno/notte, maschile/femminile, eccetera. Questo nostro “dividere” automaticamente ci porta verso uno dei due poli e ci mette in opposizione all’altro. Ma il mondo che ci circonda non è diviso di per sé. Sono gli Ego (l’Ego-Gelosia, l’Ego-Rabbia, l’Ego-Lussuria, ecc.) che operano questa divisione. Se riusciamo a liberarci dagli Ego possiamo concepire nuovamente la congiunzione degli opposti e superare così i limiti della Materia, avvicinandoci sempre di più a Dio (o se preferiamo al Principio Creatore, al Tao, all’Unità…). Il concetto della congiunzione degli opposti è già presente dentro di noi, nel Nucleo d’Oro, ma gli Ego ci impediscono di entrarvi in contatto, perché sequestrano i nostri pensieri ed i nostri comportamenti obbligandoci a pensare ed agire automaticamente e portandoci fuori strada. Eliminare gli Ego è dunque la strada per entrare in contatto col Nucleo d’Oro, per concepire la congiunzione degli opposti, trascendere i limiti della Materia ed avvicinarci al concetto di divinità. Ancora oggi ci sono Alchimisti che praticano l’Alchimia con risultati sorprendenti. L’Alchimista libera il Piombo dalle impurità per trasformarlo in Oro, ma allo stesso tempo libera se stesso dalle proprie impurità costituite dagli Ego per entrare in contatto col Nucleo d’Oro.

4) Stiamo attraversando forse l’era più buia, della storia dell’umanità, per quanto riguarda la relazione uomo-donna, è diventata una vera guerra tra sessi. Perchè secondo te, potrebbe essere colpa anche del femminismo? (sicuramente dei modelli sociali)

Un capitolo del libro è intitolato proprio “Modelli”. I modelli sociali, come tutti i modelli, condizionano i nostri pensieri e i nostri comportamenti. Non siamo forse condizionati da un modello anche quando andiamo a prendere un caffè al bar? Il copione è sempre lo stesso, è automatico. Inutile puntualizzare che i modelli sono un prodotto degli Ego. Il “femminismo” è ciò che risulta dallo schierarsi in maniera ferma e convinta dal lato del polo femminile, mettendosi di conseguenza in forte contrasto col polo maschile. Non può che nascerne una guerra! L’odio infatti separa, l’Amore unisce. Ma più in generale, non c’è Amore dove c’è separazione, dove c’è il giudizio. E così, in quest’era buia, come tu l’hai giustamente definita, in questa Kali Yuga, come è invece definita nei Veda, anche la guerra tra i sessi è alimentata dalla separazione. Ciascuno di noi dovrebbe invece ricordare che custodisce dentro di sé il principio del polo opposto, Anima o Animus, come li ha chiamati Jung.

5) Nel tuo libro si parla di coppia intesa nel senso più classico, uomo-donna, ora gli omosessuali si sentiranno esclusi, non vorrei scatenare un altro caso Barilla. Cosa ne pensi di questo fenomeno sociale e la coppia omosessuale come la vedi? è più semplice il rapporto tra stesso sesso o sessi opposti?

Gli omosessuali non dovrebbero sentirsi esclusi dai concetti esposti nel mio libro. Io parlo sì di coppia in senso classico, ma le mie parole valgono altrettanto per le coppie omosessuali. Giusto per fugare ogni dubbio e per non scatenare un altro caso Barilla, come giustamente dici tu, riporto quanto scritto a pagina 25 nel capitolo “La coppia come strumento di trasformazione”: “Nella Materia, infatti, la ricerca della polarità opposta non necessariamente corrisponde alla ricerca del sesso opposto.” Cosa vuol dire questo? Che nella mia trattazione non parlo strettamente di maschio e femmina, ma di principi maschile e femminile, principi che possono esser sentiti come propri indipendentemente dal sesso geneticamente determinato. Francamente non so rispondere alla tua domanda se sia più semplice il rapporto tra eterosessuali o tra omosessuali, nel libro non mi sono occupato specificamente di questo. Così, intuitivamente però mi verrebbe da dirti che il sesso geneticamente determinato e l’orientamento sessuale non mi sembrano variabili discriminanti circa la riuscita o meno di un rapporto di coppia. La relazione la fanno le singole persone che, oltre alla sessualità portano con sé un bagaglio interminabile di altre caratteristiche di personalità. È la giusta combinazione di tutti gli ingredienti che fa buona la ricetta.

6) Torniamo ancora al tuo libro e all’alchimia. Una soluzione all’incomprensione e aridità dell’amore c’è e si chiama La Grande Opera, in cosa consiste?

Vero. La Grande Opera non è altro che l’aver portato a termine l’opera di trasformazione di cui parlo nel libro. L’Alchimista che compie la Grande Opera, l’Opus Magnum, ha appreso come trascendere i limiti della Materia, come congiungere gli opposti. In altre parole, ha imparato il segreto dell’Amore Assoluto, senza condizionamenti, senza ma e senza se.

7) Concludendo, a chi consiglieresti il tuo libro e due o tre motivi validi per acquistarlo?

Innanzitutto NON consiglierei il mio libro a chi si aspetta di trovarvi tecniche di “approccio”, “regole d’oro” per vivere felici, o cose simili. Il figlio di un conoscente, vedendo il mio libro, mi ha chiesto “ma c’è scritto come imbroccare in discoteca?” No, non c’è scritto. Consiglierei il libro a chi si sente “un po’ stretto” nella vita che conduce. Il libro, nella terza parte, quella più pratica, dà degli indizi su come avviare la propria opera di trasformazione, su come cambiare la propria vita, imparando a riconsiderare la realtà, a sospendere il giudizio su ciò che ci circonda, imparando a riconoscere gli automatismi di cui siamo vittima. Consiglierei quindi il libro a chi ha voglia di cambiare qualcosa nella sua vita, soprattutto se ha un partner che ha voglia di avviare questo processo di cambiamento con lui. La trasformazione di cui parlo può essere operata anche da soli, ma con un partner che rema nella nostra stessa direzione tutto è più semplice e veloce. Perché acquistare il libro? Innanzitutto perché non è un libro convenzionale sulle relazioni di coppia. Se ne parla, certo, in maniera però apparentemente marginale, ma poi ci si accorge che la relazione di coppia è il punto cardine del cambiamento personale. Lo consiglierei perché sicuramente costringe il lettore a riflettere sulla propria condizione esistenziale, su quanto l’essere umano abbia perduto quel sentimento di comunanza con l’universo intero che l’amico Alessandro Bertirotti, autore di “La Mente Ama”, chiama solidarietà mistica con il Tutto. Infine, lo consiglierei a tutti coloro che pensano che l’Alchimia sia una arcaica forma di chimica operata nei secoli scorsi da pseudo-stregoni ciarlatani. L’Alchimia è l’Arte della Trasformazione della Materia, quindi anche di noi stessi.

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