Beautiful! Controcorrente – intervista


“Mi racconti una favola?” Quante volte da bambini abbiamo fatto questa richiesta e quante volte l’abbiamo sentita dai nostri figli e subito lì pronti con qualche libro tra le mani o ad inventare storie (io le inventavo ad esempio). Pare una cosa da bambini, eppure…Da sempre la favola, la piccola storia,cerca di spiegare la vita e l’universo, non è affatto una cosa da sottovalutare. Così ci insegna anchelo psicologo-psicoterapeuta, autore di saggi sull’universo e le dinamiche dell’essere umano (come “Psicologia e Alchimia della Coppia” ), Francesco Albanese, in questa sua nuova veste di narratore. Infatti è appena uscito il suo ultimo libro “Racconti per l’Anima”, 10 piccole storie per grandi e bambini. Ogni storia illustrata dal bravissimo Niccolò Angeli. Favole moderne, per adulti e bambini, che hanno lo scopo di far capire i piccoli e grandi meccanismi dell’umanità, partendo da semplici cose, come i numeri ad esempio e ancora, le leggi fisiche, il silenzio e i rumori, le stagioni ecc. Raccontate con delicatezza e serenità, con voce tranquilla. Un libro piacevolissimo da tenere accanto a sé la sera, prima di dormire. Ogni notte una novella diversa da raccontare, da raccontarsi, per fare bei sogni e sperare in un mondo migliore o semplicemente un giorno migliore di quello appena trascorso.

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PARLO DI FAVOLE E PSICOLOGIA CON FRANCESCO ALBANESE

Francesco, tu sei uno psicologo, psicoterapeuta, quindi conosci meglio di noi le terapie per la cura dell’anima. Allora perché questo libro di favole, forse per contrastare il buio sociale che avvolge tutti?

Diciamo che, fondamentalmente, anche questo libro è un modo per far terapia dell’anima. Ognuno di noi è più o meno in contatto con la propria anima, o con il proprio  più intimo, se preferiamo chiamarlo così, ma sto parlando di un Sé Primordiale, quello che è ancora in contatto col Tutto, nonostante se ne sia persa consapevolezza. L’obiettivo di queste brevi storie è di far vibrare, attraverso il loro linguaggio simbolico e le immagini suggestive che le accompagnano, il filo invisibile che collega la mente razionale all’anima. Anche il mio precedente libro,“Psicologia e Alchimia della Coppia” aveva lo stesso obiettivo, ma era un saggio, era molto tecnico, in certi punti anche non facile da seguire, tu l’hai letto e lo sai. Con “Racconti per l’Anima” ho scelto una strada percorribile da tutti per comunicare gli stessi concetti di base, che sono poi le mie convinzioni, vale a dire la necessità per l’essere umano di ritrovare l’armonia perduta con l’Universo e con se stesso (che in fin dei conti è poi la stessa cosa). Ognuno può leggere questi racconti in base al proprio livello di Consapevolezza e avvicinarsi più o meno a ciò che ho voluto comunicare, ma l’importante non è capire cosa volevo dire io, ma sentire cosa vibra dentro se stessi.

Favole brevi, in questo tuo ultimo libro «Racconti per l’Anima», favole moderne ma raccontate come una volta ai bambini prima di andare a dormire, quasi sussurrate. Queste favole spiegano la vita, quindi il tuo libro ha uno scopo anche didattico?

Queste favole spiegano sì la vita, ma anche l’Universo e l’Uomo, o meglio, l’Uomo come parte dell’Universo. L’obiettivo principale che mi sono posto è di invitare il lettore a riflettere (stavo per dire risvegliarsi, ma non oso tanto…) sulla condizione attuale dell’essere umano, e quindi di se stesso, in rapporto a ciò che lo circonda. Lo scopo secondario è anche didattico, certo, ma non nel senso di“passaggio di nozioni”, piuttosto nell’accezione di “passaggio di valori”. Non ti nego che mi è già stato proposto qualche incontro con i ragazzi delle scuole per discutere del libro.

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Chi ha più bisogno di favole oggi, l’adulto o il bambino?

Entrambi, credo. Non a caso il sottotitolo del libro è “brevi storie per piccoli adulti e grandi bambini”. “Racconti per l’Anima”, infatti, non è esclusivamente un libro per ragazzi, proprio perché ogni storia può essere compresa a più livelli: se ne può comprendere semplicemente la trama o vi si può rinvenire un significato molto più profondo. Sia l’adulto che il bambino hanno bisogno di favole. Il bambino, per eccellenza è, molto più dell’adulto, in contatto col mondo simbolico, al quale riesce ad accedere attraverso il gioco e la favola. E perché ci vuole andare in questo mondo simbolico? Semplicemente perché ci si sta bene, perché si entra in contatto con tutto quell’insieme di contenuti che rimandano a quei Principi Primi che organizzano tutti i livelli di realtà, fino alla materia. È un po’ come entrare direttamente in contatto col Cuore del Cosmo e non volersene più andare, perché ci si sta bene. L’adulto tendenzialmente ha perso gran parte di questa capacità, ma una parte è ancora viva in lui. Per chi ha ancora la capacità di dialogare con disinvoltura con la propria sfera simbolica il problema non si pone. Per chi ha perso del tutto questa capacità… beh, rimangono sempre le serie televisive e le soap opera…

Com’è nato questo libro e l’incontro con l’illustratore, Niccolò Angeli, è stato un caso o vi siete cercati per realizzare questa piccola opera?

Alcune di queste storie sono le classiche “storie nel cassetto”, anche se è un cassetto virtuale sul mioMac. Qualche mese fa mi sono messo a rileggerle e mi sono sembrate più buone di quanto ricordassi…. Così, in pochi giorni ne ho scritte altre e le ho inviate all’editore, Meteora Edizioni, il quale mi ha detto che gli piacevano molto e che sarebbe venuto un bel lavoro se ogni storia fosse stata accompagnata da un’illustrazione, chiedendomi anche se conoscessi un illustratore “adatto”. Credo non sia passata neanche una frazione di secondo… nella mia mente si era già materializzata la faccia furba di Niccolò!Io e Niccolò ci conosciamo da quasi dieci anni, anche se non avevamo mai lavorato insieme prima di adesso. Lui fa l’illustratore da svariati anni ed io ho sempre seguito i suoi lavori con piacere, perché il suo stile mi piace veramente molto, lo trovo geniale. Anche io scrivo da svariati anni, ma i miei lavori hanno riguardato sempre ed esclusivamente articoli “tecnici” di psicologia su riviste scientifiche o di settore, contributi a saggi, e così via… insomma, tutte cose che non hanno mai richiesto la collaborazione di un illustratore. Per quanto io scriva da quasi quindici anni, il mio debutto nella narrativa è questo, con “Racconti per l’Anima”. Le nostre strade si sono incrociate una decina di anni fa e professionalmente solo adesso. In entrambi i casi, non a caso.

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Che differenza c’è tra le favole di una volta e quelle di oggi, lo scopo non è cambiato, da sempre la favola spiega la vita. E com’è cambiato l’approccio a questa lettura da parte dei bambini?

Essenzialmente credo che non ci sia differenza. Sia tempo fa che adesso il principio di funzionamento delle favole è lo stesso, l’utilizzo del linguaggio simbolico, e lo scopo, come dici giustamente tu, è quello di raccontare la vita (e io aggiungo l’Universo e l’Uomo). La trama, i personaggi e i fatti magari si adeguano alla cultura del luogo e del tempo, ma il principio di funzionamento è sempre lo stesso. Piuttosto credo sia cambiato il modo di recepire la favola da parte del bambino e la disponibilità del genitore a raccontarla. Oggigiorno ci sono molte più “distrazioni” di quelle che c’erano un tempo, molte delle quali per il bambino sono più fascinose della favola. E il tempo e le energie dei genitori sono ogni giorno sempre minori. Così, talvolta è molto più facile dare al bambino un tablet con la mela morsicata e fargli partire un’app con un giochino… Questo non toglie che ci siano ancora molte famiglie che trovano un punto di incontro nella condivisione delle favole, o bambini, ragazzi che amino leggere. A volte generalizzare è un grosso errore…

La tua letteratura, il tuo scrivere, è sempre particolarmente serena ed ottimista, lo specchio di te (penso). Qual è il segreto per vivere bene nonostante i drammi apocalittici di questi tempi assurdi?

Ti ringrazio. Il segreto per vivere bene, o quanto meno meglio, è quello di seguire uno dei mottidell’Alchimia (tu sai quanto io ami l’Alchimia…): “essere nel mondo, ma non del mondo”. Che cosa vuol dire questo? Che fintantoché non ci liberiamo da tutti quegli attaccamenti che ci tengono legati alla materia, non riusciamo ad ampliare i nostri orizzonti. E fino a che non li ampliamo, il nostro mondo sarà rappresentato da quelle poche cose senza valore che ci circondano, alle quali diamo un’importanza vitale. Ma la materia è effimera, e come diceva Eraclito “tutto passa”…

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L’era di Internet, l’invadenza caotica di mille informazioni, come vedi tutto questo educativamente parlando, un bene o un male?

Sai, il fatto che l’informazione fluisca non è che un bene. Ma quando la comunicazione diviene caotica, ridondante, spesso seduttiva e falsa le cose si complicano. Il problema diventa di livello educativo nel momento in cui il genitore non è in grado di affiancare il figlio nella fruizione di Internet. Internet è una sorta di bomba atomica, i cui inneschi sono un po’ ovunque, facilmente raggiungibili ma camuffati. Per i figli, alcune informazioni non dovrebbero essere affatto accessibili, altre accessibili se accompagnati dai genitori, altre libere. Un po’ come avviene adesso su certi canali televisivi, dove il film in prima serata è preceduto da indicazioni sulle modalità di fruizione consigliate per i minori. Ma su Internet come fai…

Il libro che stai scrivendo o che scriverai… di cosa parlerà?

Ho cominciato a scrivere il nuovo libro un paio di mesi dopo l’uscita di “Psicologia e Alchimia della Coppia”, ma ho dovuto interromperne la stesura per lavorare a “Racconti per l’Anima”. Appena uscito, ero tutto contento perché potevo rimettermi a lavorare al nuovo libro, ma non ho fatto in tempo, perché l’amico fisico teorico, Ignazio Licata, mi ha proposto di lavorare insieme alla cura di un’”Antologia della Mente”, una raccolta interdisciplinare di contributi di svariati autori (tra cui chiaramente anche io e lui), ognuno dei quali svilupperà uno degli aspetti della mente umana. Ci auguriamo di consegnare il tutto all’editore tra settembre e ottobre dopodiché potrò ricominciare a lavorare al nuovo libro, che s’intitolerà“Perché mi capita? Alla ricerca del senso nascosto della vita”, o qualcosa di simile. Nel libro cercherò di dare una risposta esauriente e convincente alla domanda contenuta nel titolo, analizzando i concetti di caso, destino e causalità secondo vari approcci teoretici, cercando di fondere scienza e spiritualità in un quadro armonico. Ma soprattutto, cercando di utilizzare una forma ancora più semplice e agile di “Psicologia e Alchimia della Coppia”, così da rendere il testo accessibile a chiunque si sia mai posto questa fatidica domanda. Appena uscirà, te ne metto una copia da parte!

Grazie mille!! 🙂

articolo originale su: http://www.beautifulcontrocorrente.com/racconti-per-lanima/