Stili di Attaccamento in Età Adulta


Di seguito vengono rappresentati i quattro stili di attaccamento in età adulta, così come descritti da Bartholomew.

Sicuro: modello di sé positivo, modello dell’altro positivo. Basso evitamento, bassa ansia. Caratteristiche principali: alta coerenza, alta fiducia in sé, approccio positivo agli altri, alta intimità nelle relazioni.

Il modello positivo che ha di sé, porta l’individuo Sicuro ad avere grande fiducia in se stesso. Davanti ai problemi, risponde in maniera flessibile, fronteggiandoli attivamente ed attivando strategie di coping che includono il rivolgersi all’altro come fonte di supporto.

Il modello positivo che ha dell’altro lo porta ad apprezzare gli altri ed essere caldo ed affezionato nei loro confronti. In generale una persona sicura avrà una relazione mutua con le altre persone, dalle quali generalmente vengono considerati tipi positivi.

Le sue relazioni di coppia sono caratterizzate da intimità, vicinanza, mutuo rispetto, coinvolgimento e apertura emotiva. Sono in grado di risolvere i conflitti col partner in maniera costruttiva.

Preoccupato: (assimilabile all’insicuro Ansioso Ambivalente) modello di sé negativo, modello dell’altro positivo. Basso evitamento, alta ansia. Caratteristiche principali: preoccupazione per le relazioni, alta dipendenza dagli altri per l’autostima, elevato bisogno di relazione.

Il modello negativo che l’individuo Preoccupato ha di sé lo porta ad avere bassa autostima e a tendere alla dipendenza dal giudizio degli altri. Quando si confronta con i problemi, reagisce in maniera forte o eccessiva dal punto di vista emotivo, e trova difficoltà nella loro risoluzione senza l’aiuto degli altri. Il suo impulso è quello di rivolgersi immediatamente all’altro nei momenti critici.

Il modello positivo che ha dell’altro lo porta disperatamente alla ricerca di compagnia ed attenzione. Necessita costantemente di intimità nelle relazioni, tanto che la sua insaziabilità nella richiesta di attenzione ed approvazione tende a far allontanare gli altri. Tendenzialmente appare in conflitto con gli altri, in quanto ha la convinzione che l’altro non dia mai abbastanza, e di non essere mai giudicato per il proprio reale valore.

Per l’individuo preoccupato le relazioni sentimentali sono di importanza critica. Si può dispiacere di non riuscire a trovare qualcuno con cui dividere la propria vita anche se sembra essere costantemente coinvolto in relazioni romantiche. Le sue relazioni sono costellate da picchi emotivi di rabbia, passione, gelosia e possessività. Tende a dare inizio ai conflitti, esprimendo apertamente i propri sentimenti e la propria insicurezza verso relazione, ma allo stesso tempo tende a rimandare la rottura del legame, rimanendo così col partner nonostante i gravi problemi che egli stesso ha messo in rilievo.

Distanziante: (assimilabile all’Evitante) modello di sé positivo, modello dell’altro negativo. Alto evitamento, bassa ansia. Caratteristiche principali: bassa coerenza, svalutazione delle relazioni, evitamento dell’intimità, alta fiducia in sé e sicurezza compulsiva di sé.

Il modello positivo che l’individuo Distanziante ha di sé lo porta ad avere alta fiducia in se stesso. Generalmente sembra non essere interessato al giudizio degli altri, anche se pensa di essere considerato arrogante, furbo, critico, serio, riservato.

Il modello negativo che ha dell’altro lo porta a dare l’impressione di non apprezzare troppo le altre persone, apparendo talvolta cinico o eccessivamente critico, mantenendo costantemente dagli altri una distanza emozionale. Non è a proprio agio con gli affetti e non ricerca l’intimità, evitando attivamente di dare il supporto che gli altri possono chiedergli. Svaluta l’importanza delle relazioni, evita i conflitti interpersonali e sottolinea l’importanza dell’indipendenza, della libertà e dell’affermazione.

Le relazioni di coppia del Distanziante sono caratterizzate dalla mancanza dell’intimità o della vicinanza e da una bassa apertura nella comunicazione, risultando meno coinvolto del partner. Tende a non mostrare affetto nelle relazioni e non si sente a proprio agio con le richieste di supporto o le manifestazioni di dipendenza del partner. Preferisce evitare i conflitti o altre manifestazioni emozionali e rapidamente si sente intrappolato o annoiato dalla relazione.

Timoroso-Evitante: (assimilabile al Disorientato/Disorganizzato) modello di sé negativo, modello dell’altro negativo. Alto evitamento, alta ansia.

Caratteristiche principali: bassa fiducia in sé, evitamento dell’intimità causato dalla paura del rifiuto, conflitto tra il desiderio e la paura dell’intimità, elevata conoscenza di sé.

Il modello negativo che l’individuo Timoroso ha di sé stesso lo porta ad avere bassa autostima, molte incertezze verso se stesso e gli altri. Questo modello negativo si rispecchia nell’altra dipendenza emozionale, alta gelosia, elevata ansia di separazione. Spesso si lamenta di non piacere agli altri o che questi lo vedano come noioso o non attraente.

Il modello negativo che ha dell’altro lo porta ad evitare le richieste di aiuto, finché non sia certo di una risposta positiva. Evita i conflitti, di piangere davanti a gli altri, e di autorivelarsi perché impaurito dalla possibilità del rifiuto. Il Timoroso ha difficoltà nel fidarsi degli altri. Desidera il contatto con le altre persone, ma contemporaneamente sente di non esservi adeguato ed è estremamente sensibile ad ogni segno di rifiuto. Nelle relazioni è dipendente, e spesso si autodescrive come solo. Si lamenta di non riuscire a trovare il giusto partner o che non sarà mai desiderato da nessuno in futuro.

È difficile trovarlo coinvolto in una relazione sentimentale e quando vi ci si trovi assume un ruolo passivo. Nelle relazioni sentimentali è decisamente dipendente ed insicuro e tende ad essere più coinvolto del partner. Tende ad autocolpevolizzarsi per i problemi della coppia ed ha difficoltà a comunicare apertamente e a mostrare i sentimenti al partner.

 

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Francesco Albanese

Psicologo, psicoterapeuta, giornalista. Da quasi quindici anni mi occupo di divulgazione on-line e su carta stampata. Sono fondatore responsabile delle riviste Neuroscienze.net e QuanticaMente.net.
Da sempre interessato agli aspetti psicologici legati alla dimensione spirituale dell’essere umano, sono alla continua ricerca dei punti di incontro tra scienza e spiritualità.

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