La Congiunzione degli Opposti

La Congiunzione degli Opposti in Alchimia

La Congiunzione degli Opposti rappresenta uno dei pilastri fondamentali sui quali l’Alchimista costruisce la propria personale Grande Opera. Il superamento della dualità, che contraddistingue la Materia, lo conduce alla condizione primigenia nella quale i due opposti coincidono, all’Unità.

Nell’iconografia alchemica, gli opposti sono tradizionalmente rappresentati da Sole e Luna, o da Re e Regina, che stanno a rappresentare i principi opposti per eccellenza di Maschile e Femminile, e il percorso di integrazione degli opposti è raffigurato nelle sue varie tappe. Spesso troviamo quindi  rappresentati due opposti che duellano tra loro (condizione iniziale del tentativo di integrazione), o che si uniscono in un’unica “figura”, il Matrimonio Perfetto, le Nozze Chimiche,  la Congiunzione degli Opposti.

Il risultato della Congiunzione degli Opposti è il Rebis, una figura umana con due teste, una di uomo e una di donna, simbolo dell’integrazione del maschile e femminile in un’unica istanza, dove gli opposti convivono armonicamente.

Il Rebis non è un ermafrodita, né una sintesi statica dei due principi, bensì è un doppio, in cui gli stessi due principi, anziché neutralizzarsi, si esaltano e si completano a vicenda. È il risultato delle nozze chimiche fra il Re e la Regina, fra Mercurio (principio femminile, lunare) e Zolfo (maschile, solare), la congiunzione tra Anima e Animus junghiani, cioè tra il principio maschile nella donna e quello femminile nell’uomo (Schwarz, 1999).

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